13/05/2010
QUANTO FLUORO E' NECESSARIO PER LA SALUTE DEI BAMBINI?
Ne' troppo ne' troppo poco: ogni odontoiatra sa bene quanto la giusta quantita' di fluoro sia utile nel combattere la carie, cosi' come conosce i danni delle dosi eccessive dati dalla somma di alimenti, integratori e dentifricio. La professoressa Alessandra Majorana, docente di odontoiatria e patologia orale presso l'universita' di Brescia e presidente della S.i.o.i., dichiara che l'intossicazione da fluoro e' un evento raro poiche' , affinche' si verifichi, e' necessario che un bambino ingerisca 5mg di fluoro per chilogrammo di peso: un bambino di 20kg dovrebbe ingerirne 100mg, ossia l'equivalente della meta' di un tubetto di dentifricio per adulti oppure, un'intera confezione di pastiglie di fluoro.
Rischio piu' reale, anche se non frequente, e' quello della fluorosi, cioe' un'eccessiva assunzione di fluoro protratta nel tempo nei bambini al di sotto degli 8 anni, limite oltre il quale il rischio e' nullo.
La persona che possiede le informazioni necessarie, per poter fare una stima riguardo la quantita' totale di fluoro assunta, e' sicuramente il pediatra, che puo' stilare un bilancio che includa il tipo e la quantita' di cibo e l'acqua sui quali i genitori basano la dieta del bambino. Mentre l'acqua in bottiglia ha un contenuto di fluoro dichiarato nell'etichetta, piu' difficile e' per il pediatra e l'odontoiatra, conoscerne la quantita' presente in quella potabile, legata alla natura geologica delle diverse aree geografiche. Per quanto riguarda la specifica competenza dell'odontoiatra, vi sono delle indicazioni oggi riconosciute, volte a evitare che un'eccessiva assunzione di fluoro, derivi da un uso scorretto del dentifricio. E' necessario ricordare ai genitori di non spazzolare mai i denti dei bambini con un dentifricio per adulti, che in genere ha un alto contenuto di fluoro, ma di acquistare quello adatto all'eta' dei loro figli, e comunque, fino a quando non sono capaci di espellerlo insieme all'acqua, la quantita' di dentifricio consigliata e' quella pari alla grandezza di una lenticchia. Lo studio pubblicato da Jada, si e' occupato dell'analisi della quantita' di fluoro ingerita dai neonati fino all'anno di eta', che assumono latte artificiale. Gli autori hanno analizzato il contenuto di 49 confeziioni di latte artificiale di vario tipo in vendita negli Stati Uniti, alcuni prodotti da multinazionali che vendono lo stesso alimento anche in Italia. L'analisi ha stabilito in generale che, il latte artificiale in commercio oggi, non comporta rischi: ne' quelli pronti all'uso, ne' quelli che necessitano l'aggiunta di acqua; quelli a base di soia hanno un contenuo in fluoro inferiore alla dose consilgiata. Difficilmente l'odontoiatra presta le proprie cure a bambini molto piccoli perche' l'eta' media della prima visita in Italia e' molto elevata infatti, sono ancora molti i casi di carie da biberon: i genitori, molto spesso, non sanno che le sostanze dolci e dense, bevute attraverso il biberon, possono creare danni agli incisivi ed ai canini superiori, soprattutto se ingerite di sera, in quanto il bambino nell'atto di succhiare, mantiene il liquido dolce fermo contro la parete esterna dei denti. Ultima cosa, altrettanto importante, e' spiegare ai genitori come massaggiare le gengive e pulire i denti erotti passando delicatamente una garza o gli appositi strumenti in gomma.
 
29/04/2010
BATTERI CONTRO BATTERI: UNA 'BATTAGLIA' PER DENTI E GENGIVE
Per capire se l'efficacia dei probiotici nell'ambito della salute orale sia "un mito o la realtà", un gruppo di ricercatori canadesi ha riletto gli studi realizzati finora sull'argomento giungendo alla conclusione che i batteri benefici possono realmente prevenire, e talvolta persino aiutare a curare, alcuni disturbi e patologie del cavo orale come la carie e l'infiammazione parodontale.

PROBIOTICI VS CARIE: GUERRA AGLI STREPTOCOCCHI
Una sperimentazione filandese su circa 600 bambini ha dimostrato che l'assunzione di latte addizionato con LACTOBACILLUS RHAMNOSUS riduce la presenza di Streptococcus mutans nel cavo orale e diminuisce sensibilmente lo sviluppo delle lesioni cariose, specialmente nella fascia d'età dai 3 ai 4 anni grazie alla loro capacità di competere con le specie batteriche dannose per l'occupazione dei siti di adesione.

PROBIOTICI VS MALATTIA PARADONTALE: FIDUCIA AL LACTOBACILLI
Diversi studi che hanno indagato la relazione tra specie batteriche e l'infiammazione del parodonto sono giunti alla conclusione che i lactobacilli sono in grado di inibire la proliferazione di patogeni legati allo sviluppo della malattia paradontale: questo significa che favorire la colonizzazione del cavo orale da parte di alcuni lactobacilli può portare a un riequilibrio generale della flora batterica in chi soffre di una qualche forma di infiammazione dei tessuti paradontali.
Il LACTOBACILLUS REUTERI ha dimostrato di poter ridurre l'indice di placca in pazienti con forme di gengivite moderate e severe. il LACTOBACILLUS HELVETICUS, capace di stimolare l'azione degli odontoblast e quindi la ricostruzione dei tessuti ossei;LACTOBACILLUS BREVIS, che in soli quattro giorni di assunzione attraverso compresse da sciogliere in bocca si è dimostrato in grado di ridurre la placca ed il sanguinamento gengivale.

PROBIOTICI VS ALITOSI: UN FUTURO DI GOMME E COLLUTTORI
L'alitosi è spesso prodotta da un disequilibrio della flora orale in favore di battere anaerobi che producono composti solforosi volatili, e in questo senso può essere contrastata da microrganismi che,colonizzando il cavo orale,possono favorire un riequilibrio, come il PROBIOTICO WEISSELLA CIBARIA che, se assunto attraverso gargarismi dopo essere stato addizzionato sperimentalmente ad un colluttorio, ha dimostrato di portare ad una riduzione dell'alitosi.
Un'altro probiotico dimostratosi efficace è lo STREPTOCOCCUS SALIVARIUS: questa specie produce batteriocine in grado di contrastare la proliferazione dei microrganismi che producono le sostanze odorose.

I probiotici sono sicuramente una nuova e promettente area di ricerca nel campo della salute orale: il solo fatto che facciano naturalmente parte della flora batterica orale li rende i "soggetti" più adatti ad essere inseriti in questo ambiente e ad adattarvisi con lo scopo di migliorarne l'equilibrio ecologico e lo stato di salute.
 
09/04/2010
LE OTTURAZIONI PIU' SICURE SONO...QUELLE VECCHIE
Sostituire le otturazioni in amalgama molto vecchie ma ancora integre, con materiali compositi, è inutile: lo afferma un gruppo di ricercatori canadesi dopo aver accertato che a distanza di parecchi anni dalla realizzazione, il mercurio è presente nel cavo orale in una forma innocua e non biodisponibile, che non può essere metabolizzata dall'organismo.
Al momento possiamo solo affermare con certezza che un'otturazione in amalgama appena realizzata e una rimasta nel cavo orale del paziente per circa 20 anni differiscono sostanzialmente tra loro perchè il mercurio cambia forma chimica nel corso degli anni.
Il mercurio presente nell'otturazione ventennale è stato identificato come metacinnabarite, o betasolfuro di mercurio: si tratta di una forma non biodisponibile del metallo dovuta in parte al contatto con la flora betterica orale e con cibi solfuri come cipolla, aglio e caffè, che difficilmente può comportare un rischio di tossicità per l'organismo del paziente.
L'otturazione appena realizzata presenta invece mercurio metallico, una forma che può comportare un rischio di tossicità.
Nello studio pubblicato da Chemical Research in Toxicology, la rivista scientifica dell'American Chemical Society, gli autori ricordano comunque che negli Stati Uniti e in Canada la comunità scientifica ritiene tutt'ora che i vantaggi dell'uso dell'amalgama siano superiori a tutti i rischi possibili.
 
14/10/2009
NELLO STUDIO ODONTOIATRICO CONSIGLI DI...DIETOLOGIA.
LA RELAZIONE VEGETALI/CANCRO ORALE NEGLI STUDI SCIENTIFICI.
Lo stidio ha coinvolto 146 pazienti con cancro invasivo orale o dell'orofaringe in cura presso l'Ospedale Universitario di Bellvitge, Barcellona.
I risultati sono stati evidenti: coloro che costantemente hanno consumato frutta e verdura hanno presentato minore probabilità di recidive della patologia e una più lunga sopravvivenza.
La dieta con un alto contenuto di vegetali porta esiti migliori sia se iniziata prima sia se iniziata dopo il trattamento e comporta benefici qualsiasi sia il trattamento scelto per il paziente.
Ad esempio in Grecia dove il consumo di tabacco e alcol è più diffuso rispetto ad altri paesi, i valori di incidenza del cancro orale è comunque il più basso d'Europa. Questo perchè prevale il consumo di cereli, frutta e latticini, unito ad un apporto di grassi provenienti quasi interamente dall'olio di oliva.
QUALI FRUTTI E QUALI VERDURE?
Le sostanze più utili in questo contesto sono:
-MAGNESIO (cereali integrali, verdure verdi, noci e banane),
- FERRO (legumi e cereali),
- RIBOFLAVINA, VIT B2, (ortaggi foglia verde come spinaci, lattuga, broccoli e cavoli).
I meccanismi fisiologici che proteggono le cellule sono complessi, ma ciascuno li può mettere in atto in modo molto semplice: modificando la propria dieta!
(www.istitutotumori.mi.it/istituto/documenti/cittadino/prevenzione_alimentare_dei_tumori.pdf)

Dal "Giornale dell'Odontoiatra"
 
14/10/2009
test
 
13/10/2008
XLITOLO E PREVENZIONE DELLA CARIE
La salute orale è fondamentale per il benessere fisico e psicologico dell'individuo. La carie e la malattia paradontale rappresentano ancora un problema sanitario in paesi industrializzati e in via di sviluppo.
Importante è seguire un'igiene orale corretta ed adeguata, avere un'alimentazione ricca di fibre e povera di zuccheri.
Capita in momenti della giornata che non si riesca a svolgere una corretta igiene orale con gli strumenti giusti e, in tal caso, il chewing gum puo' essere efficace come ausilio di prevenzione.
Masticando chewing gum si svolge un'azione meccanica di rimozione di residui di cibo e si stimola la salivazione che anch'essa previene la carie aumentando il PH della bocca e neutralizzando gli acidi che si formano per la fermentazione microbica degli zuccheri.
Con lo xilitolo, edulcorante naturale ipocalorico, il chewing gum è ancora più efficace perchè inibisce la formazione dello Streptococco Mutans, microrganismo responsabile della carie.
L'università filandese di Turku ha studiato che l'assunzione di Xilitolo da parte delle madri riduce la trasmissione al nascituro dello Streptococco Mutans e della placca di 3-5 volte inferiore rispetto ai figli delle madri che non ne hanno fatto assunzione.
 
13/10/2008
LE CARAMELLE GOMMOSE FANNO BENE AI DENTI?
Un gruppo di ricercatori dell'università di Washington ha pubblicato sulla rivista Bmc Oral Heahlt i risultati di un esperimento effettuato somministrando per sei settimane quattro caramelle gommose per tre volte al giorno a dei bambini.
Con questa ricerca si voleva studiare l'efficacia dello xilitolo, un alcol utilizzato come dolcificante, presente anche nelle caramelle gommose. Lo xilitolo ha la capacità di ridurre la placca batterica.
Dopo sei settimane, tempo necessario per ottenere i primi risultati, si è notato che in tutti i partecipanti all'esperimento c'è stata una riduzione del batterio Streptococco Mutans, una delle cause della carie, e anche del Lactobacillos altro responsabile di problemi ai denti.
Gli studiosi si aspettavano questi risultati dallo xilitolo, ma per loro è stato sorprendente il ruolo del Maltitolo, altro zucchero utilizzato per il confronto. Si dovrà solo capire meglio come questi zuccheri riescano a combattere la carie.
 
13/10/2008
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Durante la gravidanza bisogna prestare attenzione alle cure odontoiatriche e alla prescrizione di medicinali al fine di salvaguradare la salute della donna e del bambino.
Tutta la gestazione viene divisa in 3 trimestri:
Primo trimestre ( dal concepimento alla 14° settimana): si insegna alla futura madre ad eseguire una corretta igiene orale,si parla dei cambiamenti che possono insorgere in gravidanza, dell'igiene orale professionale, evitare le radiografie di controllo e qualsiasi trattamento se non è urgente.
Secondo trimestre (dalla 15° alla 28° settimana): si può fare igiene orale professionale, controllare la presenza di eventuali lesioni orali associate alla gravidanza ed eseguire cure odontoiatriche mirate ad evitare la progressione di malattie o prevenire disturbi difficili da curare nel terzo trimestre. Sono sconsigliati piani di trattamento complessi.
Terzo trimestre (dalla 29° settimana al parto): sedute di breve durata, istruzioni di igiene orale e igiene orale professionale.
Per quanto riguarda le radiografie in gravidanza ci sono molti pareri discordi. Alcuni studiosi dicono che la dose di radiazioni che raggiunge il feto è molto limitata e trascurabile, altri sostengono che le radiografie orali nel corso della gravidanza rappresentano un fattore di rischio per la nascita del bambino sottopeso, imputando il rischio non alla radiazione diretta del feto ma all'irradiazione ipotalamo-ipofisi-tiroide della madre.
Infine l'uso delle radiografie in gravidanza è sconsigliato nel primo trimestre perchè è in questo periodo che il feto si sviluppa, mentre negli altri periodi va limitato solo ai casi d'urgenza.
Prima di prescrivere i farmaci è bene considerare i seguenti aspetti:
-effetti tossici e teratonici che possono avere sul feto;
-corretto dosaggio (durante i primi tre mesi sarebbe bene non somministrare alcun farmaco)
Dopo parecchi studi è stata redatta una classificazione dei farmaci dalla Food and Drugs Administration, l'organismo statunitense di controllo dei farmaci, e sono stati suddivisi in base ai potenziali effetti indesiderati sul feto.
I farmaci vengono divisi in cinque categorie:
categoria A: remote possibilità di danno al feto
categoria B: non evidenziano rischi per il feto
categoria C: effetti collaterali su animali, ma non ci sono studi sull'uomo
categoria D: può esserci il rischio per il feto, ma durante la gravidanza possono essere utilizzati ugualmente nonostante il rischio
categoria E: si sconsigliano per elevato rischio
Alcune di queste categorie di farmaci si possono utilizzare anche durante l'allattamento.
Con la somministrazione di farmaci si devono evitare i rischi di trasferimento attraverso il latte materno, infatti non sempre il medicinale usato durante la gestazione va bene per il periodo di allattamento.
 
26/06/2008
Censiti i microbi della bocca:sono 600
Quanti microbi abbiamo in bocca?Nel nostro cavo orale ne albergano bensì oltre 600 tipi diversi.Lo ha stabilito un "censimento"speciale realizzato tra USA e G.Bretagna da ricercatori del FORSYTH INSTITUTE di BOSTON e del KINGS COLLEGE di Londra.Vale la pena precisare, pero', che ognuno di noi possiede solo circa un terzo del totale,molti dei quali rappresentano la normale flora batterica, mentre altri sono invece un campanello d'allarme di malattie non solo orali ma di tutto l'organismo.I microbi in questione sono stati inseriti nel data base "Human Oral Microbiome"consultabile pubblicamente sul sito www.humd.org.Secondo un anota dell'istituto bostoniano il database potra' aiutare in generale tutti i medici, perchè la salute del cavo orale è specchio di quella del corpo.
Corriere Salute.
 
26/06/2008
L'igiene si impara dalla pratica
L'approccio pratico nell'insegnamento dei metodi per mantenere una corretta igiene orale non solo è di immediata comprensione, ma dà risultati che permangono nel tempo.
Lo hanno dimostrato con un programma rivolto alle scuole elementari alcuni ricercatori israeliani che hanno successivamente riscontrato un effettivo cambiamento nel comportamento dei bambini .
Alon Livny, ricercatore presso la facolta' odontoiatrica della Hebrew University di Gerusalemme,racconta di come un'igienista dentale abbia spiegato ai bambini come spazzolare esattamente i denti,prima attraverso un modello di grandi dimensioni per poi farle provare a loro stessi le varie posizioni di braccio e mano per poter pulire tutte le superfici dentali.Le lezioni hanno riguardato anche nozioni sugli alimenti che possono nuocere alla salute orale.Sottoposti ad una prova a 4 mesi dalle lezioni pratiche, i bambini hanno dimostrato di ricordare quanto era stato loro spiegato e di metterlo in pratica arrivando a spazzolare parti del cavo orale che precedentemente non prendevano in considerazione ed inoltre facendo registare un calo nel consumo di bibite dolci e sandwiches con salse zuccherine che abitualmente portavano da casa.
BMC Oral Health.
 
26/06/2008
Giovani, aitanti,fumatori e ..con i denti a rischio
Gli studi scentifici spiegano che l'abitudine al fumo è quasi sicuramente correlata all a perdita di denti ma, poichè le stime comprendono quasi sempre la fascia anziana della popolazione è spesso difficile identificare i danni causati dal fumo da quelli provocati dall'avanzamento dell'età.Per colmare questa lacuna, dei ricercatori giapponesi hanno indirizzato la propria ricerca verso i giovani adulti scoprendo che il fumo è sicuramente correlato all perdita di denti a qualsiasi età.Dalle visite mediche effettuate dal ricercatore giapponese Miki Ojima su un campione di individui tra i 20-39 anni è emerso, dall'incrocio del loro stato di salute e dalle loro abitudini, che il fumo non solo può causare perdita di denti anche in giovane eta', ma anche la sua relazione con lo sviluppo di carie:40,6% nei fumatori, 23,1% per chi ha smesso di fumare, 27,9% non fumatori.I meccanismi alla base di tutto cio' li si possono trovare nell'alterazione della composizione della flora batterica e dalla saliva causata dal passaggio di fumo nel cavo orale.
Odont Consult.
 
07/05/2007
880 MILA BABY ITALIANI CON CARIE E 1,4 MILIONI CON MALOCCLUSIONE.
In Italia 880 mila bambini fra i 6 e i 13 anni soffrono di carie dentali, mentre un milione e quattrocentomila presentano una malocclusione. Sono dati resi noti in occosasione dell'Odontoday, durante il quale sono stati visitati in un solo giorno 338 piccoli: il 37% presentava alterazioni dentali o malocclusioni, di cui il 32% di seconda classe ,mentre il 5% di terza classe , che spesso richiedono un intervanto ortodontico precoce. (...)
Art. Odontoiatria Oggi (fonte Adn kronos Salute)
 
07/05/2007
CURARSI I DENTI ALL'ESTERO. NE VALE LA PENA? Vero risparmio o spesa doppia?
Prezzi più bassi (a volte), ma poche o nessuna garanzia, informazioni scarse. Da un pò di tempo dall'Italia si assiste ad una "migrazione" verso Paesi limitrofi, ma a volte anche decisamente lontani, alla ricerca di prezzi più abbordabili per le cure dentali. E' comunque una scelta da meditare bene, perché spesso l'assenza di garanzie chiare in merito alle condizioni igieniche dei dentisti oltre confine rischia di far pagare molto caro alla lunga il risparmio iniziale. Senza dimenticare che se le cose vanno male i denti non li paga nessuno.
Art Odontoiatria Oggi (Fonte: Corriere salute)
 
07/05/2007
CHI GIOCA A CALCIO RISCHIA...LA FACCIA. Più frequenti gli infortuni al viso: mandibole, denti e nasi fratturati.
Giocare a pallone non mette a rischio solo ginocchia, caviglie e muscoli delle gambe, ma arriva una notizia a sorpresa: il calcio é uno sport pericoloso anche per il viso. Lo ha dimostrato uno studio realizzato in Turchia: denti rotti, scheggiati e nasi fratturati sarebbero all'ordine del giorno anche tra i dilettanti. Il 20% dei pazienti ricoverati presso il centro turco nell'anno scorso, si erano procurati gli infortuni su un campo di calcio e i più frequenti sono stati frattura della mandibola, del setto nasale e denti spezzati. La soluzione proposta é imporre anche per i calciatori l'uso dei paradenti e altre protezioni per il viso, proprio come per gli sport che prevedono contatti fisici più violenti. Art. Odontoiatria Oggi ( fonte: Staibene.it)
 
03/04/2007
UNA GOMMA DA MASTICARE SENZA CONTROINDICAZIONI. Studio svedese evidenzia le qualità dello xilitolo nella lotta alla carie.
Uno studio svedese ha dimostrato che li xilitolo, dolcificante presente principalmente nei chewing-gum, nei dentifrici e nei colluttori, ha la capacità di ridurre la formazione della placca, la produzione di sostanze acide nel cavo orale e indebolire l'azione dello Streptococco Mutans. La ricerca ha coinvolto 128 bambini tra i 7 e i 12 anni, ai quali è stato chiesto di masticare chewing-gum 3 volte al giorno per 3 minuti dopo i pasti. Una metà però aveva chewing-gum allo xilitolo, l'altra chewing-gum contenenti sorbitolo e maltitolo. Dopo 4 settimane tutti i bambini hanno dimostrato una riduzione nell'accumulo di placca e la presenza di una concentrazione inferiore di acido lattico nella saliva, però i bambini che hanno masticato gomme con lo xilitolo hanno fatto riscontrare una presenza di Streptococco Mutans inferiore nel cavo orale. Quindi si può concludere dicendo che lo xilitolo riesce, rispetto agli altri dolcificanti, a interferire con la composizione della flora microbica. Da il "Giornale dell'Odontoiatra"
 
03/04/2007
MALATTIA PARODONTALE E NEFROPATIA DIABETICA. Il rischio di nefropatia aumenterebbe in maniera proporzionale alla gravità della patologia orale.
Una recente ricerca ha dimostrato che la patologia del parodonto è associata allo sviluppo di nefropatia, danneggiamento della funzionalità del rene, in pazienti affetti da diabete di tipo 2; la nefropatia è il risultato a livello renale del danno che una glicemia elevata provoca alle piccole arterie nel tempo. Lo studio svolto su 529 pazienti con diabete di tipo 2, in 22 anni ha dimostrato che la presenza di malattia parodontale aumenta il rischio di nefropatia e che questo è proporzionale alla gravità della patologia orale, infatti 193 soggetti con segnali di sofferenza renale erano affetti da malattia parodontale. Entambe le patologie sono associate alla presenza di livelli elevati di alcuni marker dell'infiammazione. Il basso ma cronico livello di infiammazione ha un ruolo importante nella patogenesi della nefropatia e dell'insufficienza renale. Da il "Giornale dell'Odontoiatra"
 
02/04/2007
TUTTI I PREGI DI UNA CATTIVA ABITUDINE. L'uso del succhiotto durante il sonno del neonato può ridurre il rischio di Sids.
L'uso prolungato del succhiotto può causare danni alla conformazione del cavo orale dei bambini. L'Accademy of General Dentistry, però, ne ha indicato anche gli aspetti positivi, infatti riduce i casi di Sids, sindrome della morte improvvisa del lattante o "morte in culla". Infatti il fatto di avere in bocca un oggetto e l'atto di succhiare impediscono al bambino di avere un sonno molto profondo; bisogna comunque fare delle raccomandazioni all'utilizzo del succhiotto: limitarlo esclusivamente ai primi due anni di vita del bambino, in questo periodo tutte le modificazioni nella conformazione del cavo orale vengono corrette spontaneamente entro i sei mesi successivi rispetto al momento in cui si è abbandonato l'uso del succhiotto. Inoltre gli esperti consigliano di non abituare il bimbo ad averlo durante la veglia, ma limitarne l'uso al momento dell'addormentamento e del sonno; in più quando arriva il momento di fargli perdere l'abitudine suggeriscono di tagliare a metà la tettarella così la parte tenuta in bocca risulta difficile da succhiare e poco appagante. Articolo di Debora Bellinzani da il "Giornale dll'Odontoiatra".
 
22/03/2007
BENEFICI EFFETTI DELLA TERAPIA PARODONTALE SUL DIABETE.
Recenti studi hanno confermato la relazione tra diabete e malattia parodontale; questa infatti gioca un ruolo significativo nel decorso del diabete, mentre la sua terapia porta ad un miglioramento sia della situazione parodontale che della situazione metabolica nei pazienti con diabete di tipo I.
Il 90% dei pazienti diabetici presenta la malatiia parodontale in quanto questa è una patologia infiammatoria cronica causata da alcune spacie di batteri; il diabete riduce la capacità di difesa e di reazione dell'organismo, quindi l'individuo è predisposto ad ammalarsi più facilmente. Il consiglio è che tutti i pazienti diabetici si sottopongano ad una seduta di igiene professionale con una frequenza che varia dai 3 ai 6 mesi, anche perchè talvolta l'insuccesso delle cure per il diabete è dovuto proprio ad una parodontite trascurata, al contrario ci si attende un miglioramento generale dopo la cura odontoiatrica.
Da NEXT>> the future of dentistry
Fonte:La Repubblica Salute (modificato)
 
22/03/2007
SBIANCANTI FAI-DA-TE: NON LASCIATEVI ABBAGLIARE. Una direttiva Ue fissa il contenuto di perossido allo 0,1%. Ma in Italia le cose vanno diversamente.
Avere un sorriso smagliante e luminoso è possibile grazie alle moderne tecniche di sbiancamento professionale effettuate in studio. Poi c'è il metodo fai-da-te, con dentifrici, paste da applicare fino alle strisce, tutti prodotti a base di perossido che si possono acquistare in farmacia o nei supermercati.
Esiste una direttiva Europea per i prodotti cosmetici (76/768/ECC), secondo la quale la concentrazione di perossido di idrogeno nei prodotti per la cura orale domiciliare non può superare lo 0,1%, quelli con concentrazione maggiore non possono essere venduti liberamente al pubblico. In Italia però i prodotti sono in vendita liberamente.
Il comitato scientifico per i prodotti cosmetici (Sccp) della commissione, ha espresso parere negativo al riguardo, richiedendo supervisione e autorizzazione ( RICETTA MEDICA ) del dentista.
In pochi conoscono le concentrazioni di perossido contenuto nei prodotti in commercio e le possibili conseguenze.
Il Dr. Roberto Collioni dell'ANDI (Associazine Nazionale Medici Dentisti Italiani) aggiunge che avere denti bianchissimi non è la stessa cosa che avere denti sani ed è favorevole alla vendita di questi prodotti dietro prescrizione.
L'uso indiscriminato di sostanze sbiancanti, che si somma all'utilizzo di dentifrici dall'effetto abrasivo "meccanico", di gomme da masticare, eccetera, mette a rischio lo smalto, lo consuma irreparabilmente.
L'eccesso o l'uso cronico di sbiancanti ad alte concentrazioni di perossido può provocare ipersensibilità, danneggiare lo smalto, indurre a carie, gengiviti e nei soggetti predisposti sviluppare fenomeni di sensibilizzazione.
Quindi al primo accenno di sensibilità bisogna andare dal dentista, perchè è uno dei primi effetti negativi che si riscontrano e nel dubbio affidarsi allo specialista per lo sbiancamento.
Da NEXT>> the future of dentistry
Fonte: La Repubblica Salute (modificato)
 
22/03/2007
DENTI PULITI A RITMO DI MUSICA
E' difficile a volte convincere i bambini a lavarsi i denti, però un nuovo protagonista va ad aggiungersi, introducendo la musica, nel coloratissimo mondo dei prodotti dentali pensati per questa difficile fascia di consumatori.
Una nota ditta americana ha messo a punto un particolare spazzolino manuale in grado di suonare musica pop mentre viene utilizzato, semplicemente tenendo premuto il piccolo pulsante sull'impugnatura. Ecco che mentre i denti vengono spazzolati, all'interno della bocca vengono diffuse le onde sonore di canzoni tipo: "Let's get it started" dei Black Eyed Peas, "Survivor" delle Destiny Child. "YMCA" dei Village People, "We will rock you" dei Queen, la colonna sonora del film Rocky e tante altre (sono 18 in tutto). Le canzoni durano 2 minuti, il tempo minimo di lavaggio raccomandato dai dentisti, quindi il bimbo imparerà che la pulizia è ultimata solo quando la canzone è finita.
Da NEXT>> the future of dentistry
Fonte: La Repubblica Salute
 
19/01/2007
MENO FUMO, MENO DEVITALIZZAZIONI
Uno studio statunitense molto recente ha puntato nuovamente il dito contro le sigarette: chi fuma tabacco ha molte più probabilità di aver bisogno di un trattamento di cura canalare rispetto ai non fumatori. I risultato sono pubblicati sul numero di Aprile del "Journal of Dental Research". La ricerca ha preso in esame i dati riguardanti 600 individui la cui salute orale è stata monotorata nel corso di 30 anni. I risultati sottolineano che chi fuma sigarette ha addirittura il 70% di probabilità in più di subire un intervento di cura canalare rispetto a chi non ne fà uso. E' confermato dunque il fatto che smettere di fumare giova in ogni caso al cavo oral, anche su chi è stato accanito fumatore da decine di anni.

di Debora Bellinzani
 
19/01/2007
PARTI CESAREI FAVORISCONO LA CARIE?
Il professor Yiong Li, dell'università di New York, ha studiato 156 bambini, scoprendo che in quelli nati con parto cesareo i batteri principali responsabili della carie, "streptococcus mutans", compaiono in media dopo i 17 mesi, contro i 29 mesi di quelli nati per parto naturale. La spisgazione potrebbe risiedere nel fatto che il parto naturale espone i bambini ad un ambiente ricco di batter, che ne favorisca le difese naturali.
 
19/01/2007
DENTI POCO GIUDIZIOSI. (CORRIERE DELLA SERA)
I terzi molari, conosciuti come denti “del giudizio”, favorirebbero la comparsa di malattie gengivali. E’ quello che emerge da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera , che riporta una ricerca effettuata da due università americane (del North Carolina e Kentucky) su 250 ventenni: il 60% mostrava segni di malattia parodontale intorno ai terzi molari già alla I visita e il 25% di questi è peggiorato nei due anni successivi.

 
19/01/2007
LA META' DEGLI ANZIANI SOFFRE DI MAL DI TESTA A CAUSA DEI DENTI
Secondo quanto riportato dalla "Nazione" i "mal di testa" sono gran parte da attribuirsi alla cefalea cosidetta "muscolo tensiva": un complesso di sintomi causati dai muscoli che entrano in ipertensione quando si mastica male, soprattutto a causa delle vicende emotive ed ambientali che modificano il nostro comportamento e il nostro fisico. Uno dei rimedi più usati è il Bite che ridà equilibrio a tutto il corpo e consente di usare in maniera ottimale la potenza muscolare ottenendo tempi e prestazioni migliori. Il paziente deve diventare cosciente e collaborare con gli specialisti; deve segnalare qualsiasi problema che rifarisce a protesi od otturazioni, poichè queste potrebbero essre indice di una scorretta posizione della mandibola.

 
19/01/2007
USA, PIU' FIGLI FAI PIU' CARIE HAI
Secondo Stefanie Russell della New York University, più è alto il numero di figli più probabili sono i problemi del cavo orale della mamma. La gravidanza potrebbe avere un effetto biologico a lungo termine sulla salute della propria bocca e bisognerebbe anche considerare tutta una serie di fattori contingenti; i figli tolgono tempo alla mamma, la quale potrebbe trascurare non solo uno stile di vita salutare, ma anche le visite dal dentista. Inoltre i figli sono un fattore di stress che potrebbe ripercuotersi sulla salute in generale della donna e quindi anche sui suoi denti. C'è pertanto la necessità di indirizzare le neomamme dopo la gravidanza a controlli odontoiatrici.

_Ansa_
 
19/01/2007
RISCHIO INFARTO PER CHI HA PROBLEMI DI IGIENE ORALE
Secondo uno studio apparso sulla rivista "Circulation", gli anziani che hanno infezioni batteriche che causano infiammazioni parodontali, sono soggetti a patologie cardiovascolari (rischio ictus). Gli stessi ricercatori puntualizzano, però, che non c'è alcuna prova di collegamento tra causa (batteri) ed effetto (patologie cardiovascolari). Dal sito "Yahoo Salute" emerge che con ulteriori studi si potrà chiarire se l'infiammazione cronica o l'infezione batterica sia la causa dell'arteriosclerosi delle arterie coronali. Un rilevante ostacolo alla conferma scientifica di questa ipotesi è l'impossibilità di "tracciare" il percorso dei batteri nel corpo nell'arco di molti anni.
 
19/01/2007
QUANDO LE MODE SI FANNO PERICOLOSE
Pearcing alla base del labbro inferiore e recessione gengivale.
Un gruppo di ricercatori statunitensi ha dimostrato che il pearcing del labbro inferiore può portare alla recessione gengivale.
La causa della recessione è il continuo sfregamento della chiusura metallica del pearcing sulle gengive inferiori, le quali subiscono delle vere e proprie abrasioni.
Il campione esaminato era composto da persone sia con che senza pearcing. Il risultato ottenuto è stato molto significativo:
senza il pearcing solo il 7% sviluppava recessioni gengivali:
con il parcing il 40% sviluppava recessioni e la percentuale aumentava all\'80% se il pearcing era in sede da più di tre anni.
Da questo si può dedurre che il tempo è un fattore determinante!!
In conclusione lo spazzolamento corretto dei denti e l\'igiene orale sono fondamentali, ma per evitare l\'insorgenza di recessioni gengivali causate dal continuo sfregamento del pearcing l\'unica soluzione è l\'eliminazione della causa stessa e quindi del paercing.



_Dal \"Giornale dell\'Odontoiatra\"_
 
19/01/2007
CHEWING GUM ANTICARIE
Comunicazioni scientifiche dell'Università del Michigan (USA), dell'Università di Turku (Finlandia), dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano e studi pubblicati nell'aprile 2003 sul British Dental Journal, indicano che un dolcificante presente nella gomma da masticare, lo XILITOLO, può rappresentare non solo un rimedio contro l'azione corrosiva degli acidi generati dalla ingestione di carboidrati, ma anche un'efficace azione preventiva contro l'insorgenza della carie.

Il ruolo anticarie della gomma da masticare è legato alla presenza di questo dolcificante (edulcorante) in percentuale maggiore o uguale al 15%; lo Xilitolo è un dolcificante ottenuto da risorse naturali come il legno di Betulla.

Lo XILITOLO secondo numerosi studi clinici, riduce l'insorgenza della carie dal 30 fino all'85%, e per questo motivo, nelle razioni degli eserciti Finlandese e degli Stati Uniti d'America sono state inserite le Gomme da masticare contenenti Xilitolo!

In conclusione, è innegabile che i migliori amici dei denti rimangono spazzolino, filo interdentale e dentifricio, ma dopo i pasti fuori casa o dopo uno snack specie se dolce, la gomma allo xilitolo è una buona alternativa perchè è antibatterica, deterge i denti e stimola la produzione di saliva che contrasta la produzione degli acidi, aggressori dello smalto.



Chewing gum nel rancio della truppa



A sperimentare gli effetti dello Xilitolo sono stati alcuni soldati della Terza divisione di fanteria dell'esercito USA, inviati per sei mesi in Iraq. Al rientro in patria -dimostra uno studio condotto in Gennaio e presentato anche in Italia- l'incidenza di carie si era ridotta di oltre 2,5 volte. Da qui l'idea di inserire nei kit-pasto delle truppe anche una confezione di gomme da masticare. "Proprio per le abitudini di vita cui sono costretti - spiega infatti nel lancio di agenzia il maggiore USA Georgia de la Cruz, ufficiale dello staff di Salute Dentale Pubblica - i soldati hanno un rischio di carie maggiore..."



Agenzia ADN Kronos



La storia del chewing gum



Già gli antichi greci amavano masticare una resina derivata dall'albero del mastice (lentisco). Nello stesso periodo gli indiani dell'America centrale masticavano il "chicle", una resina coagulata dall'albero della sapotilla, sostanza naturale che quasi 2000 anni dopo sarebbe diventata uno degli ingredienti primari del chewing gum. Quando i primi europei arrivarono in America trovarono i pellirossa che ruminavano una resina derivata dall'abete rosso ("spruce"); all'inizio del XIX secolo già si commercializzavano prodotti con tale resina che, gradualmente, fu sostituita con cere di parafina. Ma solo alla metà del IX secolo avvenne, in maniera insolita, l'invenzione del chewing gum. Antonio Lopez ana, vincitore della battaglia di Alamo, cercava un prodotto economico per dotare di gomme le ruote dei carri. Così affidò il progetto ad un inventore di New York, tale Thomas Adams. Questi scoprì che con il lattice estratto dalla sapotilla si poteva produrre, impiegando cera di parafina un'ottima gomma da masticare. Finchè, nel 1880, un venditore di pop-corn di Cleveland riuscì a trattenere a lungo gli aromi che venivano aggiunti, e ciò grazie allo sciroppo di glucosio: soprattutto il suo chewing gum all'olio di menta peperita (peppermint) ebbe un successo enorme. La notizia rimbalzò negli Stati Uniti, e un prodotto rovolto ai bambini conquistò anche gli adulti. Durante i due conflitti mondiali il suo consumo crebbe specie fra i militari. In Italia, come in altri paesi, il chewing gum si è diffuso nel secondo dopoguerra, assieme all'importazione di stili e modelli di vita made in USA.



Fonte: Giornale dell'odontoiatria
 
19/01/2007
LO SMALTO CHE RIPARA I DENTI
Dal Giappone arriva uno "smalto" che ripara i denti. Secondo quanto riportato dal "Sole 24 Ore Sanità" , il composto permette di curare in un quarto d'ora le piccole lesioni dei denti senza l'utilizzo del trapano, proteggendo da batteri e traumi. L'autore Kazue Yamagischi del "Fap Dental Institute" di Tokio, spiega che il composto, utilizzando l'idrossipatite, riforma la parte rovinata e induritosi forma un reticolo cristallino omogeneo, resistente e privo di fessure.
Generalmente i dentisti si vedono costretti a ricorrere al trapano per creare cavità sufficientementi grandi per saldare il materiale riparatore , invece con questa nuovo composto di idrossipatite i cristalli si allineano automaticamente con quelli originari dei denti, creando un effetto naturale.

_Sole 24 Ore Sanità_
 
19/01/2007
SOFT DRINK MA CON CANNUCCIA
Le bibite gassate fanno male allo smalto dei denti, danni che possono essere contenuti utilizzando attentamente la cannuccia posandola indietro nel cavo orale ed evitando il più possibile il contatto tra il liquido e i denti.
A indicare il corretto uso della cannuccia è uno studio pubblicato su General Dentistry che ricorda come le bibite, a causa degli acidi che contengono e che attaccano lo smalto, contribuiscono all'insorgenza di carie anche se ci si lava i denti dopo aver bevuto.
Le conclusioni degli studiosi sono state che la strategia di suzione e deglutizione della bibita sia un elemento chiave nello sviluppo della carie, anche se i risultati migliori si ottengono bevendo solo acqua.

"General Dentistry"
 
19/01/2007
NON TUTTI GLI SNACK NUOCIONO ALLA SALUTE
"Scoperte le proprietà anticariogene dell'uva passa" Di Debora Belli

La scorsa estate un gruppo di ricercatori statunitensi ha aggiunto un postulato importante al valore nutritivo della frutta: gli snack in vendita se contengono uva passa, sono in grado di ostacolare la formazione della carie.
Com'è possibile? Ciò è dovuto alle proprietà microbiologiche dell'uva, risponde Christine Wu, ricercatrice presso il college of Dentistry della University of Illinois di Chicago. Gli studi dimostrano che l'acido deanoico e altre sostanze che costituiscono l'uva passa inibiscono la proliferazione di due tipi di batteri: lo steptococcus mutans, una delle principali cause della formazione delle lesioni cariose, e il porphyromoras gingivalis, presente nei casi di malattia parodontale.
Il pregiudizio è vero solo quando lo snack contenente uva passa contiene anche zucchero aggiunto poichè rende l'alimento dannoso per le superfici dentali; l'uva passa di per sè, invece, contiene zuccheri come il fruttosio e il glucosio che rendono l'ambiente orale meno acido.

"Dal Giornale dell'Odontoiatra"
 
19/01/2007
LAVARSI I DENTI FA DIMAGRIRE

Secondo uno studio dell'università di Jikeidi Tokio, riportato dall'agenzia "Reuters" per dimagrire basta lavarsi frequentemente i denti. Coloro che si lavano i denti dopo ogni pasto risulterebbero più magri al contrario di chi non lo fà. La ricerca ha preso in considerazione le abitudini di vita (mangiare, bere, lavoro, esercizio fisico...) ma quasi sicuramente lavarsi i denti non è un esercizio dimagrante, ma piuttosto è un indice di cura della propria persona e della propria saluta.

_Reuters_
 
19/01/2007
CHI HA PROBLEMI DI ALITOSI E' ODIATO DAI COLLEGHI

Un sorriso radioso e denti puliti e sani, secondo l'agenzia di stampa "adnkronos salute" sono le caratteristiche più ricercate nella bocca di colleghi e capi, mentre l'alitosi rende il compagno di scrivania insopportabile.
Questo è quanto emerge da un'indagine realizzata da Astra Demoskopea su iniziativa del centro studi "Listerine" sull'igiene orale in Italia e sulla sua importanza nei diversi settori della vita sociale.
I più "attenti" sarebbero coloro che mirano ad un avanzamento professionale, a conferma che l'igiene orale è un'arma indispensabile al pari della capacità di lesdership.

_Adnkronos salute_
 
19/01/2007
L'ALITOSI
Diffusa, ma quanto?
L'incidenza di questo problema non è facile da quantificare, ma si pensa che la maggior parte delle persone adulte ne soffra, almeno sporadicamente.
E' un problema importante dal punto di vista socioeconomico; richiede visite specialistiche odontoiatriche, maggior consumo di dentifrici, spazzolini fino ad arrivare alle caramelle. In più c'è l'aspetto psicologico che spinge chi è afflitto da questo problema ad avere difficoltà a relazionarsi con gli altri.

Le cause
L'eziologia del disturbo può essere di due tipi:
ORALE (85%): presenza di batteri sulla lingua che producono sostanze contenenti zolfo, scarsa igiene orale, gengiviti, parodontiti e protesi totali non adeguate!
NON ORALI: assunzione di alcuni alimenti, fumo, patologie generali o delle vie respiratorie.
Il dentista è fondamentale per la diagnosi ed il trattamento, perchè è lui che determina se il disturbo è di origine orale o meno. Nel caso in cui l'alitosi sia di origine orale si dovrà ridurre la carica batterica con un'accurata igiene PROFESSIONALE e QUOTIDIANA COSTANTE con l'ausilio di colluttori specifici contenenti agenti antibatterici.
E' stato recentemente presentato DENTORAL, sistema bi-fasico, olio-acqua, con 2 agenti antibatterici per contrastare l'alitosi grazie all'igiene orale. L'alitosi viene controllata fino a 18 ore e protegge dai disturbi gengivali.
FASE AZZURRA: triclosan
FASE VARDE: cloruro di cetilpiridinio
Agitando prima dell'uso le due sostanze formano un'emulsione olio-acqua che facilita l'allontanamento dei batteri con lo sciacquo mediante un'azione antibatterica.



_Dal "Giornale dell'Odontoiatra"_
 
18/01/2007
Malattia parodontale sotto accusa
La malattia parodontale o parodontite, interessa le gengive e l'osso di sostegno dei denti, ed un tempo veniva comunemente definita "Piorrea".
E' un'affezione su base batterica, causata dai batteri presenti nel cavo orale che si depositano su denti e gengive creando la "placca batterica", la quale mineralizzandosi si indurisce divenendo "tartaro":
Non è noto il livello di gravità oltre al quale la parodontite possa causare danni all'organismo, ma è stato dimostrato che questa malattia può alterare la pressione sanguigna massima ed i valori dei grassi nel sangue (anche se il meccanismo d'azione non è stato ancora dimostrato).
Sull'American Heart Journal è stata pubblicata una ricerca che dimostra come la terapia parodontale con detartrasi, levigatura radicolare ed antibiotico terapia locale in pazienti ipertesi e con ipercolesterolemia, che presentavano malattia parodontale, abbia significativamente migliorato la pressione arteriosa ed i livelli di lipidi nel sangue.
I risultati erano ulterirmente positivi nei pazienti fumatori.
Inoltre il V congresso dell'American Association for Cancer Research, tenutosi nel novembre 2006 a Boston, ha messo in evidenza un probabile legame tra malattia parodontale e tumore al Pancreas!
In una ricerca su 52000 uomini di età compresa tra i 40 e i 75 anni, in un periodo di osservazione di 16 anni, sono emersi 216 casi di tumore al pancreas.
I pazienti che soffrivano, o avevano sofferto, di malattia parodontale hanno presentato un rischio maggiore del 63% di sviluppare il tumore, indipendentemente da altri fattori (età, fumo).
Sembra che questo sia legato ad una maggiore concentrazione di batteri nell'apparato digestivo e ad una maggiore presenza di Nitrosamine, sostanze che si pensa aumentino il rischio specifico del tumore.
In questi pazienti si è inoltre dimostrata un maggior rischio di induzione della resistenza all'insulina.
Non c'è che dire, l'igiene orale diventa un'arma molto potente a difesa della salute di denti e gengive ma oltremodo a salvaguardia della salute generale!!


Dal Giornale dell'odontoiatra;
articoli di: Cosma Capobianco e dell'American Association for Cancer Research
 
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